Come ho viaggiato in pandemia

Decido di raccontarlo questo Viaggio. Così inaspettato. Così diverso.
Senza macchina, senza treno, senza aereo, senza piedi. Inizia il 9 marzo 2020. Forse anche per voi è iniziato in questo stesso giorno. Lo scopriremo insieme.

Mi ero ripromessa che il 2020 sarebbe stato l’anno del salto, un salto nel buio.
Uno di quei salti per il quale la maggior parte delle persone ti guarda dicendoti di non fare follie.
A me la follia è sempre piaciuta, ma forse, non sono mai stata folle abbastanza.
Poi un giorno ho scelto di essere follemente azzardata, perché il richiamo era ormai così radicato nel profondo da non poterlo più far tacere.


La tabella di marcia era definita alla perfezione! Tutto incastrato e programmato esattamente come piace a me, maniaca del controllo anche nel mio vivere nel “qui ed ora”, con in tasca, sempre, un progetto nel futuro già fissato.


A maggio il dono di uno Yatra in India, poi la partenza per ricongiungermi con la mia Thai Family in Grecia, per continuare i miei studi di osteothai; una breve permanenza estiva in Italia per sistemare un pò di cose e poi il grande Viaggio di ritorno alla mia Asia.

Magari ti starai chiedendo “Cos’è uno Yatra?”. E’ un pellegrinaggio, guidati da un Maestro spirituale, in terre ricche di energia, in luoghi che sono state tappe di passaggio o permanenza di persone illuminate, che hanno lasciato tracce della loro beatitudine nelle acque, nella terra e nel vento di questi angoli di mondo. Avrei dovuto camminare in ascolto e offrire la musica medicina insieme ad altri amici italiani.

Poi in un giorno di marzo, la “proposta” e l’opportunità concessa dall’Universo per una nuova avventura mai provata prima.
Non mi è stata data, come neppure a voi, grande possibilità di scelta.
Siamo dovuti partire tutti. Insieme ma distanti.

Non so voi, ma io all’inizio non l’ho accettato proprio di buon grado.
La chiamo la mia anima “Riot”, quella che mette la mia necessità di essere libera, davanti a qualsiasi emergenza, di qualsiasi gravità essa sia.
Non toglietemi la Libertà: di muovermi, di viaggiare, di scoprire, di abbracciare, di amare, di sentire!


Fino all’ultimo giorno, in casa non ci sono proprio voluta stare! La primavera era già alle porte e custodisco ancora nel mio cuore, come uno dei momenti più preziosi, il ricordo di quell’ultimo pomeriggio passato al parco a cantare e vibrare d’amore, insieme ad altre anime, un pò “riot” come me.

Poi è arrivato il tempo di accettare, di lasciare andare la ribellione e fare spazio, tanto spazio, per riconoscere che era il tempo di fermarsi, di ascoltare e di osservare.


Solo in quel preciso istante ha davvero avuto inizio questa nuova avventura, che dura ancora oggi, in una delle terre più magiche, più selvagge, più stimolanti, ma a tratti anche più spaventose, che abbia mai visitato: il mio IO più profondo.
Di solito sedersi a meditare e cercare di riconnettersi a questo IO è diverso. Lo vuoi, lo scegli, lo aspetti e lo cerchi come rifugio.


Questa volta sedersi ad ascoltare e ad ascoltarsi è come se fosse stato imposto.
Imposto da un virus? No. Io credo più imposto dal Grande Spirito.
Ed è così che scopro ogni giorno che nella terra, che sono IO, non brilla sempre il sole. E nella vostra?

Ancora oggi è un viaggio duro, fatto di luci e di ombre. Di sorrisi e di pianti che non racconto a nessuno, ma con i quali lascio andare tutte le incertezze, i dubbi e le paure di questo tempo che sta cambiando, sfuggendomi tra le mani, in continui giochi di numeri di contagi e di morti. Ci guardiamo negli occhi attraverso schermi per chiederci “E oggi di che colore siamo?”.

Non può durare per sempre, ci riprenderemo la nostra vita, con dei compromessi, accettando il cambiamento…Perchè la Vita stessa lo è, giorno dopo giorno.

Allora non perdiamo il sorriso, non perdiamo la voglia di credere, progettare e sognare. Non smettiamo di nutrire la nostra anima con l’arte, l’amore, la forza che ci da il sole ogni volta che sorge. Sorgiamo e risorgiamo anche noi, senza cadere nell’inettitudine, ma stuzziachiamo la nostra mente perchè resti attiva, perchè continui a viaggiare proprio in quei luoghi dai quali spesso, il viaggio fisico e terreno ci allontana.

La bellezza più grande di questa Vita… siamo Noi.

Se anche tu hai fatto un viaggio simile o se pensi che qualcuno possa sentirsi in questo viaggio, condividi questo articolo!

3 pensieri riguardo “Come ho viaggiato in pandemia

  1. “A me la follia è sempre piaciuta, ma forse, non sono mai stata folle abbastanza”. Questa frase mi è piaciuta tantissimo e mi ha colpito perchè anche io sono così! Comunque brava hai fatto bene, ottima scelta 🙂

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