BURNOUT E BIG QUIT: vincere lo stress lavoro correlato

In Italia si inizia a parlare della sindrome da Burnout e del fenomeno del “Big Quit” o “Great Resignation” come una realtà da non sottovalutare.

Negli ultim 2 anni, infatti, complice la pandemia Covid-19 con tutte le ripercussioni psicologiche collegate, le dimissioni sono aumentate dell’85%.

Il fenomeno sta coinvolgendo prevalentemente i giovani che dicono volontariamente “Basta compromessi, mi licenzio!”, ma non mancano anche casi di lavoratori che dopo anni dedicati al lavoro, scelgono di cambiare vita rinunciando al tanto ricercato posto sicuro, a tempo indeterminato.

Io stessa nel maggio 2020, in pieno lockdown, ho deciso dopo 10 anni di lavoro alle www.ricordimusicschool.com, di lasciare certezze e sicurezze, dare le dimissioni e cambiare vita. Non solo lasciare un posto fisso, senza avere piani alternativi, ma anche decidere di trasferirmi, dalla frenetica e caotica Milano, verso sud, in provincia di Lecce, in quella terra chiamata Salento, ed ora, dopo più di un anno trascorso qui, ho capito il perchè.

Il Salento come lo conosco i più è “terra de lu sule, lu mare e lu ientu”, della movida estiva tra mare caraibico, masserie e serate di ronde, pizzica e balli nei caratteristici centri cittadini. Questo Sa-Lento è anche introspezione, rifessione in bellezza e terra dell’attesa. L’attesa della ripresa, di nuova vita, di un nuovo ciclo che si apre in primavera e respira di vita, fino a settembre/ottobre.

Qui ho deciso di ricercare radici e riprendermi dagli anni in cui mi ero identificata solo con il mio lavoro, perdendo di vista la vita, quella vera. Dopo un’esperienza unica come “workawayer” (visita il sito www.workaway.info ) a Masseria Cultura, ho iniziato a lavorare per il mio progetto Nehama Healing, con il quale propongo percorsi di crescita 1:1, lezioni di yoga, trattamenti e ritiri estivi.

A Milano amavo il mio lavoro e il senso del dovere, la mania di perfezionismo, la volontà di non deludere i miei responsabili, mi hanno resa per anni sorda ad un corpo, ad una mente e delle emozioni che parlavano di malessere e di bisogno di cura profonda.

Fluttuavo tra sintomi fisici e psichici costanti:

  • sindrome del colon irritabile
  • tensioni muscolari
  • irritabilità
  • mancanza di entusiasmo
  • isolamento
  • depressione
  • ansia e disturbi del sonno
  • ricerca della perfezione personale e dei miei collaboratori
  • sofferenza emotiva
  • insoddisfazione

Pensiamo che la il lavoro sia la nostra vita, ma questa è una deformazione che ci ha insegnato la società capitalistica. La pandemia ha permesso a molti, me compresa, di capire, dopo mesi chiusi tra le pareti delle nostre case, che non potevamo andare avanti così.

Il risveglio e la paura della morte, ci hanno messo di fronte a domande esistenziali più profonde come “ma la mia vita è davvero solo questo?”. Perdere fisicamente la libertà ha spinto ad osservarsi più nel profondo e capire che il nostro bisogno è quello di essere felici, di poter stare bene, di poter viaggiare, di poter stare in natura e di poter respirare senza mascherine.

Io mi sono detta “se non ora, quando?” e credo che in molti, come me, si siano fatti la stessa domanda con la conseguente decisione di dimettersi, per non sottostare più a ritmi inumani, umiliazione, frustrazione, irritabilità e tutti i problemi fisici/pscichici connessi.

Io ringrazio la mia formazione olistica e tutto il mio percorso di crescita sviluppato negli anni, perchè mi hanno salvato mente-corpo-spirito da un periodo storico che è davvero complesso e che mina la nostra salute sotto tutti i fronti.

Ringrazio di saper applicare tecniche di respiro, di meditazione e pratiche fisiche che mi hanno reso capace di mantenere la centratura e la calma, nonostante momenti di sconforto, paura e rabbia profonda.

Se anche tu vuoi proteggerti da questo tempo e trovare il coraggio e la forza di cambiare, scrivimi per raccontarmi. Ti parlerò meglio del mio percorso e ti darò alcuni consigli utili!

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